ACC Associazione Cardellino Campano

La Muta

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LA DELICATA FASE STAGIONALE DELLA MUTA DEL PIUMAGGIO

Ritengo occorra fare una precisazione. In natura il ciclo vitale dei volatili è comandato dalle stagioni, all’inverno con giornate corte e con limitate qualità e quantità di alimentazione consona per i volatili granivori, segue la primavera con l’allungarsi delle giornate che porta con se il risveglio della natura, abbondanza di semi immaturi di svariate qualità e tempi di maturazione (cibo esclusivo per i canarini allo stato naturale), bacche frutta e naturale abbondanza di cibo.sia in qualità che quantità. E’ chiaro che in questo contesto, l’attività riproduttiva avrà inizio in primavera. Per un canarino domestico che non ha gli stimoli dell’aumento della possibilità dell’alimentazione e dei semi immaturi (alla gran parte dei canarini domestici sconosciuti) l’unico elemento che ha di variazione stagionale è la durata della luce.

Il piumaggio degli uccelli ha una struttura delicata e finisce per rovinarsi col passare del tempo, da quì la necessità di un suo rinnovo totale una volta l’anno, al termine della stagione riproduttiva.

In verità gli uccelli possiedono ghiandole a secrezione interne che, vengono attivate da alcuni ormoni, deputate a particolari attività e che entrano in funzione in determinati periodi dell’anno influenzate dalla durata giornaliera della luce (fotoperiodo).

L’attività di queste ghiandole si traducono esteriormente in iper-attività o ipo-attività.
La nidificazione viene attivata dalla tiroide, della ghiandola surrenale, dall’ipofisi che stimolano le gonadi maschili e femminili (ovaia e testicoli) producendo in un caso l’estro atto alla riproduzione.

La muta è provocata dalla riduzione del fotoperiodo naturale o ambientale che incrementando gli ormoni della tiroide, provoca una brusca caduta nel sangue del tasso di ormoni sessuali e causa l’involuzione ormonale delle gonadi ed il termine della fase riproduttiva.
Il piumaggio dei canarini è composto di PENNE e PIUME, la differenza è costituita dalla struttura e dalla funzione che esse assolvono.in generale; pertanto, è più corretto parlare di penne visto che il piumaggio di un canarino ne è composto in gran maggioranza e che le piume sono in minor misura e tutte nascoste dalle penne. Se un uccello perde qualche penna o piuma in qualsiasi momento dell’anno, la rinnova in breve volgere di tempo dalle due-tre settimane per le secondarie, alle quattro settimane per le remiganti e alle sei per le timoniere.(30 – 40 giorni), ma un ricambio totale del rivestimento plumeo viene portato a termine annualmente.Tale processo biologico denominato muda, o più comunemente muta, impone all’organismo dei canarini uno sforzo particolare, che si verifica in un periodo immediatamente successivo allo sforzo già effettuato per la procreazione e lo svezzamento dei nidacei per cui è consigliabile l’adozione di alcuni accorgimenti da parte dell’allevatore. Il ricambio rappresenta il 2-3% del peso corporeo del canarino.

In realtà ogni anno si verificano due mute: una parziale che non coinvolge mai le penne remiganti e timoniere, (sia per adeguarsi alle temperature estive che per l’accoppiamento ed in particolare per le femmine interessa anche la parte dell’addome che permette di scoprire le placche incubatrici) e che avviene nel mese di marzo, ed in genere passa inavvertita e non richiede attenzioni particolari; e la muta vera e propria che inizia al termine delle cove.

La muta vera e propria è effettuata di solito tra agosto e settembre, ma talvolta ha inizio nel mese di luglio.

La muta dal piumaggio avviene in tempi e con modalità differenti tra adulto, adulto anziano e nidiaceo.

Muta negli adulti: Normalmente per gli adulti, avviene subito dopo aver portato a termine l’ultima covata annuale ed il ricambio delle penne è totale, ma non tutti i canarini entrano in muta contemporaneamente e la sua durata può variare da volatile a volatile.

Muta negli anziani: i canarini “anziani” hanno normalmente una muta difficoltosa, dovuta al prolungarsi della crescita delle nuove penne, ed alla mancata ricrescita di alcune, e negli ultimi anni di vita, il canarino appare sempre più “spennacchiato” e quasi in perenne muta.

Muta nei novelli: I giovani dell’annata, però, possono ritardare un poco in quanto non mutano prima dei 40 giorni dalla nascita e rinnovano solo le piume non rinnovando remiganti e timoniere (salvo che non siano stati spiumati dai genitori).

Durata della muta: La durata della muta, di norma si protrae per un mese e mezzo o due mesi (circa 6 settimane). l’ipofisi (ghiandola endocrina) svolge svariate funzioni tra le quali l’aumento del flusso sanguigno alle papille poste alla base di ciascuna penna che stimolano i follicoli alla formazione di nuove penne e piume e che crescendo espellono dal follicolo le vecchie penne facendole cadere.

Mancata muta: Alcuni esemplari possono non effettuare nel corso di un anno il processo della muta del piumaggio, ma se per il resto risultano in normali condizioni, non è il caso d’intervenire, se invece appaiono in non buone condizioni fisiche o se,trattandosi di femmine, persistono nel voler continuare la nidificazione, l’intervento dell’allevatore è indispensabile. Alle canarine dev’essere assolutamente impedita ogni ulteriore fatica riproduttiva, cercando di far cessare gli stimoli alla nidificazione con un’alimentazione calmante. Alcuni allevatori sono soliti strappare qualche penna remigante e timoniere per stimolare l’inizio della muta. Tutti i canarini che non effettuano la muta ed appaiono in cattiva salute, vanno collocati in ambiente caldo (gabbia infermeria, od altro) e tenuti in penombra ed il più possibile tranquilli.

Ritardo muta per le femmine: Nella femmina dei canarini tenuti in gabbia, l’estro riproduttivo ha una durata superiore a quella del maschio sarebbe opportuno non affaticarla inutilmente, per far cessare questo istinto ed accellerare il processo di andata in muta. Nel caso di persistenza, si possono utilizzare i seguenti metodi in progressione (se non funziona il primo se ne aggiunge il secondo e così via).

1) Spostare la gabbia in altro luogo. (spostare vuol dire anche spostarla da una parete all’altra o di un metro piu su o piu giu o un metro più a sinistra o più a destra .. o se stanno appogiati per terra girare la posizione della gabbia!) al massimo depongono ma se si tolgono le uova dovrebbero smettere!) (è pacifico che sarebbe preferibile avere una voliera o un gabbione dove spostarli!)

2) Rendere in penombra l’ambiente in cui sono posizionati.

3) Sospendere temporaneamente l’alimentazione proteica e rendere l’alimentazione sempre temporaneamente spartana escludendo i semi più calorici e riscaldanti .

4) Strappare alcune timoniere ed alcune piume dell’addome e del groppone che vengono via facilmente (una alla volta!)

Temperatura: Durante la muta, nella stagione estiva la temperatura ambiente non dovrebbe scendere al di sotto dei 18° centigradi, altrimenti si profila il pericolo che un improvviso raffreddamento arresti il processo fisiologico in corso. Le condizioni ideali sarebbero ambiente fresco e stabilità della temperatura.

Fotosensibilità: I volatili in muta non gradiscono i raggi solari ed hanno bisogno di un ambiente tranquillo ed in lieve penombra. Il bagno va consentito purchè sia evitata anche la minima corrente d’aria. Le condizioni ideali sarebbero ambiente in leggera penombra e stabilità dell’intensità e della durata dell’illuminazione (con le normali varianti della giornata!). Condizioni diverse potrebbero essere nocive. ricordare che stiamo parlando di luminosità e non di durata della luce (la durata della luce naturale da giugno diminuisce!).

Ventilazione: Si consiglia in specie in questo periodo di far usufruire I canarini di un regolare ricambio d’aria evitando aria stagnante e le correnti d’aria.

Condizioni diverse di luminosità temperatura e ventilazione, potrebbero essere nocive.

Bagnetto: Il bagnetto quotidiano può favorire il rinnovo del piumaggio.

Alimentazione: L’allevatore dovrà fornire un’alimentazione leggera ma nutriente, ricca di vitamine (soprattutto B e D) e di sali minerali, perciò si dovrà fare giusto ricorso alle sostanze vegetali fresche, cavolo, cicoria, broccoli, spinaci, altre verdure e frutta di stagione e semi prativi integrate da modiche quantità di lipidi e proteine.

Alimentazione Lipidi = Grassi: I lipidi in modica quantità, sono essenziali per una corretta pigmentazione dei canarini di colore (particolarmente per i lipocromici). L’aumento del tenore dei grassi nell’alimentazione può essere ottenuto aumentando la dose delle sementi oleose (ottimo il seme di lino) o grassando leggermente il pastoncino con oli vegetali (olio di girasole) o la solita farina di mais (addizzionata al 2% con olio di mais) attenzione, l’olio è soggetto ad irrancidirsi e quello di oliva non è sempre tollerato data la sua normale acidità). Gli acidi grassi della serie Omega 3 ed Omega 6 (quest’ultimo contenente acido linoleico ed acido gamma – linoleico) sono indispensabili per la salute del canarino e possono essere assunti solo tramite l’alimentazione (semi) risultando essere indispensabili per un corretto sviluppo fisico, e svolgono un indispensabile ruolo protettivo sulla pelle e sul piumaggio influenzando lo spessore e la durezza della pelle contribuendo a limitare o eliminare le problematiche legate ai lumps ed a permettere la fuoriuscita della penna dal suo pterilio. La pelle dovrebbe essere fine come un “velo di cipolla”. La Camelina sativa È un seme che, grazie agli olii Omega 3 e Omega 6 ivi contenuti è molto utile per lo sviluppo dei nidiacei e per la fase di muta. La somministrazione di una certa quantità di semi oleosi da aggiungere ai semi chiari, dovrebbe cessare al termine della muta, per non permettere ai canarini di metabolizzare tali acidi grassi provocando grassezza inopportuna e controproducente per la riproduzione.

Alimentazione proteica: Durante la muta le proteine costituiscono un fattore determinante per sisntetizzare la cheratina con cui sono costruite le piume. L’uovo sodo costituisce un ottimo apportatore di proteine ricche di aminoacidi solforati che tra l’altro permettono l’assunzione da parte dell’organismo dello zolfo (elemento molto utile durante il ricambio delle piume dato che concorre alla loro composizione insieme alla cheratina e ad altre sostanze). La Camelina sativa grazie al suo tenore proteico che si attesta tra il 18 ed il 20% è un buon alimento anche in quanto contiene gli olii Omega 3 e Omega 6. Giova la somministrazione di pinoli, ravizzone, colza, lino, avena perlata.

Integratori minerali: Nel periodo in cui si verifica la muta i volatili devono disporre di integratori minerali. Inoltre giova la somministrazione e l’aggiunta di bicarbonato di sodio nell’acqua da bere.

Alimentazione dannosa: L’alimentazione con farine alimentari integrate con sfarinato di penne e piume è inutile e controproducente. Gli enzimi digestivi intestinali (proteasi) non riescono a matabolizzare la proteina della cheratina che costituisce l’intera struttura della piuma, la cheratina allo stato puro non è assimilabile! e dato che questi integratori sono prodotti tramite la polverizzazione delle piume di altri volatili, non si esclude una possibile contaminazione biologica.

Canto: Durante la muta i canarini sono meno vivaci e cessano di cantare infatti il canto viene sfoderato per rendersi attraenti al partner. In questo periodo sussistendo un acuto sopore sessuale, i canarini quasi smetteranno di cantare se non altrimenti sollecitati…. lo spirito di competizione però sussiste sempre!
Per verificare l’eventuale presenza di maschi tra i giovincelli potreste utilizzare il sistema di far ascoltare un gorgheggiare registrato e probabilmente per emulazione inizieranno a gorgheggiare (i giovani in maniera sommessa come se si preparassero ad un concerto!) Servirà oltre tutto per quasi farli partecipare ad una selezione canora con un maestro di canto… scegliete una registrazione di un buon cantore!
Nel caso ci fosse la necessità di distinguere tra i giovani i maschi dalle femmine il metodo da me utilizzato è quello dopo aver individuato il presunto maschio (alcune femmine gorgheggiano anche ma in maniera più rudimentale), di inanellarlo con un anellino di plastica spaccato rosso.

Fotoperiodo e muta: I canarini sono dotati di un meccanismo di fotosensibilità molto delicato. Una volta raggiunto il fotoperiodo adeguato, questo deve essere mantenuto costante senza sbalzi, altrimenti una mancanza di luce o un fotoperiodo variabile costituirà uno stimolo per il blocco della riproduzione e l’induzione della muta Anche un fotoperiodo più lungo può causare un accorciamento del periodo riproduttivo ed una muta precoce. Una volta che inizia la muta termina immediatamente l’attività riproduttiva. Il fotoperiodo non deve superare le 17 ore di luce il giorno, potrebbe creare scompensi, in natura non esiste un fotoperiodo pari se non ai poli dove normalmente non ci sono canarini!

Debilitazione: Il 50% delle morti dei canarini, avviene nel periodo della muta, non necessariamente per malattie prese in questo periodo, ma semplicemente perchè essendo un periodo in cui sono indeboliti, possono risentire anche di vecchi acciacchi.

Accorciare: Al termine della muta bisogna controllare la punta del becco e le unghie per accertare che non presentino lunghezza eccessiva, nel caso si spunta l’eccedenza con un taglia-unghie, per il becco tenendolo in modo che il taglio avvenga dai due lati e non da sopra a sotto, per le unghie ad almeno due millimetri dopo la fine della venuzza che si vede nell’unghia. L’accorgimento di mettere a disposizione l’osso di seppia eviterà un abnorme crescita del becco, così come il dotare le mangiatoie di posatoi lima-unghie eviterà l’abnorme crescita delle unghie.

Coppie: Già dopo la muta dei novelli, si formano le coppie. Queste dormono insieme, uno vicino all’altro, cercano il contatto con il corpo del loro partner si imbeccano a vicenda e si grattano la testa la dove il loro becco non riesce ad arrivare.

Antiche metologie di induzione alla muta.

Vaccari: “Nel caso di femmine tendenti a prolungare la cova, i mezzi empirici escogitati vanno dallo strappo delle penne ( alcune della coda e alcune delle ali) alla irrorazione del piumaggio con miele sciolto in poca acqua onde stimolare il ricambio del piumaggio. Un mezzo più efficace si è dimostrato la somministrazione di una goccia di adrenalina in 10 cc. Di acqua per bevanda, che concorre a far cessare dalla produzione di ormoni stimolanti, la glandola tiroidea e ad procurare il tal modo lo stato di riposo indispensabile all’inizio del ripiumo.”

Zamparo (scritto nel 1953): “Qualche allevatore per favorire un’ombreggiatura naturale delle nuove penne, scioglie nell’acqua del beverino dello zafferano…. Nei primi giorni della muta il bagno dev’essere offerto due o tre volte la settimana. I canarini lenti nel cambio delle piume si possono spruzzare di tanto in tanto con acqua calda ciò che spesso ne sollecita il processo. Verso la fine del fenomeno il bagno dev’essere meno frequente, mentre qualche allevatore lo esclude del tutto.” “Una temperatura calda e umida al riparo dai raggi solari e priva di correnti, è l’ambiente più idoneo.”

da “ Il Canarino” del Conte EMILIO BUDAN scritto nel 1902: “ Ho già fatto cenno come la muda possa trascorrere in modo irregolare, fra sintomi morbosi, e terminare in malattia. Mentre normalmente non dovrebbe avere una durata superiore alle sei, al massimo otto settimane, talvolta si protrae di molto, sino ad occupare un anno intero. La causa di tale prolungamento, che può degenerare in malattia, è da ricercarsi anzitutto nel sistema sbagliato di nutrizione. Prima cura sarà perciò di cambiare mangime; facendo eccezione per i casi di stitichezza, si tolga la verdura. Anche il repentino cambiamento di temperatura è atto a protrarre il periodo di cui ci occupiamo. In questo caso si cambi subito la gabbia di posto avendo cura che nel nuovo locale il canarino trovi la temperatura cui era abituato prima. Ai canarini provvisti di cappello, a muta autunnale terminata, rimane talvolta una piazza spiumata sul capo. Quasi sempre si tratta d’un semplice ritardo nella ricomparsa di quelle penne, poiché il capo è l’ultimo ad il più tardo a coprirsi. E’ da considerarsi pure irregolare la muda in cui gli uccelli, dopo aver perduto durante qualche settimana le piume, d’un tratto cessano di perderle. L’allevatore dovrà indagare e poi cercare di rimuovere la causa di questo ristagno e solo se ciò non gli riuscisse ricorrerà ai mezzi che ora passeremo in rassegna. Molti usano strappare dalle ali e dalla coda alcune penne maestre e di ungere il posto con grasso di maiale ovvero con olio fino, l’uno e l’altro leggermente riscaldati. Assicurano che quest’operazione crudele, fatta nell’intento di rimettere in circolazione il sangue, è quasi sempre seguita dal desiderato successo. Dal canto mio vorrei piuttosto raccomandare di procurare il ripristinamento del processo della muda mediante l’introduzione d’una temperatura più elevata, ciò che si raggiunge facilmente coprendo il tetto e due o tre lati della gabbia con pezze bagnate in acqua calda, ben spremute e rinnovate 4-5 volte al giorno, ovvero collocando per un certo tempo ed a più riprese la gabbia sopra una pentola d’acqua bollente; va da se che il vapore non dovrà sprigionarsi in soverchia quantità, tale da invadere la gabbia. Molto bene fa ai canarini un bagno tiepido, purchè la vastità della gabbia permetta loro di far molto movimento e di asciugarsi al sole. In queste condizioni anche il solito bagno freddo non nuoce. Non è affatto escluso che un canarino, pur mantenendosi sano, non entri in muda durante l’autunno. Vuol dire che cambierà il piumaggio l’anno dopo e non occorre farsi soverchie preoccupazioni. Ben diversa è la faccenda se osserviamo nel suo comportamento qualche irregolarità. Allora subentra subito la necessità di promuovere, valendosi dei suggerimenti già dati, il pronto cambio delle penne oppure la continuazione della muda interrotta. Certi allevatori escludono dall’accoppiamento ogni canarino che non abbia superato regolarmente la muda autunnale. “

 

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