ACC Associazione Cardellino Campano

Luce artificiale in allevamento

Si sa oramai da tempo con sicurezza che la luce agisce sui centri nervosi che, a loro volta per l’intermediazione dell’epitalamo, stimolano le secrezioni endocrine ipofisarie ed in particolare liberano nel sangue ormoni gonatropi che sono all’origine del funzionamento degli organi, maschili e femminili. Le esperienze nel settore avicolo, nel quale la produzione deve essere continua e costante tutto l’anno ne hanno fatto un capitolo importante nella conoscenza della fisologia degli uccelli.
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Gli uccelli allo stato libero hanno un’attività sessuale quasi esclusivamente primaverile ed a ciò tendono anche gli uccelli in allevamento amatoriale senza l’intervento di pratiche che stimolano, anticipino o accelerino l’attività dei loro organi sessuali. In condizioni normali, nel nostro clima temperato, la maggiore variabilità di luminosità negli allevamenti la ricevono nei mesi di febbraio, marzo, aprile ed è durante questo periodo che tutte le specie, chi prima chi dopo vanno in amore, costruiscono nidi, depongono le uova, covano ed allevano la prole. Anticipare le cove in ambiente amatoriale controllato è oggi un fatto naturale. In queste condizioni non si manifestano ritardi in relazione alle condizioni atmosferiche avverse, al ritardo della primavera, allo sviluppo della vegetazione, all’abbondanza di prede vive per allevare con successo la prole, per cui in un ambiente protetto e controllato con microclima idoneo si può avere un discreto anticipo delle cove rispetto alla stessa specie che si realizza allo stato libero. Con al luce artificiale invece, si influenzano la maturità sessuale, alla forma amorosa  e la produttività delle femmine, va fatto osservare che  non è tanto l’intensità e la durata della luminosità ad influenzare il sistema nervoso, quanto al variabilità della luce. L’illuminazione dei locali nelle cove anticipate non risponde solo alla necessità di anticipare e perfezionare la forma amorosa, ma anche quella di dare alle nutrici la possibilità di alimentare la prole. Le ore di luci naturali o artificiali devono essere da 12 a 13 complessivamente su 24, dividendo quelle artificiali,  tra mattino e sera con un orologio che tenga conto della crescita e della diminuzione naturali delle ore di luce, tanto da provocare negli uccelli un automatismo di vita che dia loro stabilità, sicurezza ed equilibrio nervoso per una resa migliore. E’ importante che la luce non si accenda o si spegna improvvisamente scioccando gli uccelli alla sua improvvisa apparizione e lasciandoli al buio, ma facendo si che si instaurino artificialmente alba e tramonto. Anticipando l’intensità luminosa in preparazione delle cove avremo migliori risultati, ma anche la temperatura degli ambienti ha la sua importanza. La luce ha sicuramente degli aspetti positivi e negativi sugli uccelli che bisogna conoscere. La luce, sia naturale sia artificiale, ha azione disinfettante, battericida e disidratante, impedendo o riducendo la carica batterica ambientale e la formazione delle nocive muffe che si formano sulle feci, nei pastoni umidi, nei beverini e sui fondi gabbia, causando micosi. Per contro, un eccesso di luce ed un alimentazione troppo energetica provocano un innaturale eccitazione nei riproduttori che si accoppiano piu del dovuto, perseguitando la prole, abbandonano prima del tempo il nido, mentre nei novelli causano la pica e cannibalismo. Lo stesso vale per un ambiente troppo solare che non da tregua e non lascia  riposare gli uccelli, per cui è necessario schermare le finestre per impedire eccessi di luce, di caldo e freddo. E’ compito dell’allevatore riflettere sulle condizioni di salute dei suoi soggetti prima di iniziare una stagione cove anticipata, senza  mai farsi tentare dal desiderio di far numero. Gli uccelli devono avere le necessarie energie per superare le fatiche di una stagione riproduttiva.
 

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